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Huawei P20 e P20 Pro

ufficiali: tripla fotocamera da 40MP
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Simone Scanu, Editor in chief
28 marzo 2018

Negli ultimi tempi, le cose non sono andate a favore di Huawei, soprattutto in un mercato molto ambizioso come quello degli Stati Uniti. Infatti, l’azienda cinese ha bombardato di pubblicità il nuovo continente facendo riferimento al fatto che il suo Mate 10 Pro fosse il “miglior telefono mai visto”, una scelta piuttosto ottimista che però ha subito un duro colpo dato che i maggiori vettori di telefonia mobile lo hanno praticamente snobbato, vedi AT&T e Verizon.

Nonostante le avversità che ha dovuto affrontare negli ultimi mesi, Huawei decide di non perdersi e spingere sempre di più introducendo la sua nuova linea di top di gamma: Huawei P20 e P20 Pro. Tuttavia, si vocifera che questi dispositivi potrebbero non arrivare negli Stati Uniti così presto, nonostante stiano ottenendo molta attenzione da parte degli utenti, soprattutto per il fatto che i due nuovi flagship dell’azienda stanno scrivendo un nuovo capitolo nella storia degli smartphone di Huawei.

Huawei P20 e P20 Pro – Design

A livello di design c’è stato un cambiamento radicale, per non dire impressionante, rispetto all’offerta dello scorso anno. Siamo rimasti abbagliati dalla nuova colorazione Twilight che è semplicemente sbalorditiva: offre una sfumatura di colori che brillano splendidamente da un blu freddo ad un tono rosso caldo. Purtroppo, è una colorazione altamente riflettente e sarà per certo una calamita per le impronte digitali.

Con la coppia di quest’anno, Huawei ha adottato il vetro anche al posteriore, molto più alla moda negli ultimi tempi, e mantiene quei bordi smussati che lo rendono un dispositivo davvero molto comodo da tenere in mano. Ovviamente, il P20 Pro è più alto e più largo rispetto al fratello minore, ma non così tanto da renderlo scomodo nell’utilizzo. Oltre a questo, però, condividono anche alcuni punti in comune, come il posizionamento dei pulsanti e del sensore delle impronte digitali situati sotto i rispettivi display.

Chiaramente, P20 Pro ha alcune caratteristiche esclusive, come una certificazione IP67, mentre il P20 ottiene solo un punteggio IP53. Inoltre, la variante Pro possiede anche un sensore infrarosso. Tuttavia, vale la pena notare che anche Huawei alla fine ha abbandonato il jack da 3,5 mm per le cuffie su entrambi i modelli, il che è un peccato ma di certo non più una sorpresa.

Huawei P20 e P20 Pro – Display

Anche Huawei sale sul carro della tanto chiacchierata notch: la nuova serie P20 segue l’esempio dello schermo con bordi ai minimi termini con la tacca posizionata in alto al centro. Huawei P20 possiede un display RGBW da 5,8 pollici con una risoluzione di 2244 x 1080 pixel, mentre il P20 Pro dispone di un display OLED da 6,1 pollici con una risoluzione di 2240 x 1080 pixel. Dal punto di vista tecnico, presentano proporzioni dello schermo di tipo 18,7:9. La notch, invece, ospita sia la capsula auricolare che la fotocamera frontale da 24 MP.

La notch presente sulla nuova serie P20 e P20 Pro è più stretta rispetto a quella che si trova su iPhone X ed è una distrazione difficile da ignorare quando soprattutto quando lo abbiamo in mano per la prima volta. Dopodiché, sebbene offra una funzione di sblocco facciale, in realtà ricorre alla mappatura 2D per riconoscere i volti.

Indipendentemente da questa tacca, il display del P20 Pro sembra essere più attraente tra i due, grazie ai suoi colori ricchi e agli ampi angoli di visione. Anche quello del P20 è molto nitido e ci chiediamo il motivo per cui Huawei abbia scelto di utilizzare due tecnologie completamente diverse.

Huawei P20 e P20 Pro – Software

Huawei non ha trascorso molto tempo a modificare l’interfaccia utente: in esecuzione troviamo infatti la stessa Emotion UI 8.0 che abbiamo visto in dispositivi precedenti come Honor View 10 e Huawei Mate 10 Pro.

L’attenzione si è concentrata sulle funzioni relative all’intelligenza artificiale alimentate dal chipset Kirin 970. Anche se entrambi sono accompagnati da una generosa memoria interna da 128 GB espandibile tramitemicroSD, il P20 Pro possiede ben 6 GB di RAM, a differenza dei 4 GB montati sul P20.

Tornando all’intelligenza artificiale, sembra che le fotocamere possano beneficiarne di più,di cui parleremo più approfonditamente nel prossimo paragrafo.

Huawei P20 e P20 Pro – Fotocamera(e)

È qui che le cose si fanno piuttosto eccitanti! Il Galaxy S9 ha introdotto l’apertura variabile, ma il P20 Pro fa un altro percorso con la sua tripla fotocamera. Per quanto riguarda il P20, questo viene armato di un sistema a doppia fotocamera, un sensore RGB da 12MP f/1.8 abbinato ad un sensore monocromatico da 20 MP f/1.6.

Ma cosa comporta avere ben tre fotocamere? Bene, troviamo a bordo un sensore RGB standard da 40 MP, un sensore monocromatico da 20 MP e un teleobiettivo da 8 MP. La combinazione di questi tre sensori consente a P20 Pro di scattare più velocemente, più lontano e produrre colori più ricchi. Infatti, è noto per ottenere il più alto livello ISO in uno smartphone (ISO 102.400). Nel frattempo, l’aggiunta di questo teleobiettivo consente di ottenere anche uno zoom ibrido 5x con stabilizzazione Master AI per consentire agli utenti di scattare foto nitide con esposizione di 4 secondi. Sul lato video, è poi possibile registrare filmati in super slow motion a 960 fps in 720p.

Huawei P20 e P20 Pro – Batteria

Nonostante un design incredibilmente sottile, P20 e P20 Pro sono accompagnati da una batteria da 3400 mAh e 4000 mAh, il che è abbastanza generoso considerando che i due misurano rispettivamente 7,65 mm e 7,8 mm di spessore. Inoltre, la tecnologia di ricarica rapida garantisce una carica della batteria compresa tra lo 0% e il 58% in soli 30 minuti.

Due parole sull’autore del post…

Simone Scanu

Simone Scanu

Editor in chief

Fin da giovanissimo, appassionato di tecnologia e dell’ancora primordiale mondo di Internet, ho sviluppato una vera e propria passione per tutto ciò che riguardasse l’informatica.

Negli ultimi anni ho esplorato le logiche dell’alta tecnologia applicata alla Comunicazione, sviluppando un mio Sistema di gestione e strutturazione dei Media in ambito Business.

Gran parte del mio Metodo è stato strutturato grazie al Sistema di Marketing Strutturale di Rialzo Impresa, potendo così concepire un nuovo modo di eseguire il mio lavoro e l’efficacia verso gli Strumenti implementati nei Media dei miei Clienti.

Simone Scanu

Simone Scanu

Editor in chief

Fin da giovanissimo, appassionato di tecnologia e dell’ancora primordiale mondo di Internet, ho sviluppato una vera e propria passione per tutto ciò che riguardasse l’informatica.

Negli ultimi anni ho esplorato le logiche dell’alta tecnologia applicata alla Comunicazione, sviluppando un mio Sistema di gestione e strutturazione dei Media in ambito Business.

Gran parte del mio Metodo è stato strutturato grazie al Sistema di Marketing Strutturale di Rialzo Impresa, potendo così concepire un nuovo modo di eseguire il mio lavoro e l’efficacia verso gli Strumenti implementati nei Media dei miei Clienti.