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Huawei P Smart

Recensione del budget-phone 18:9
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Simone Scanu, Editor in chief

4 marzo 2018

Fino a poco tempo fa, sembrava che Huawei potesse lasciare lo scettro relativo agli smartphone più economici al suo sub-brand Honor. Ma con Huawei P Smart sembra che le cose non stiano esattamente così. Pur essendo low-budget phone, P Smart possiede uno schermo 18:9, un processore discreto e due fotocamere posteriori, oltre alla EMUI 8.0 a bordo sostenuta dall’ultima versione del sistema operativo Android.

Huawei P Smart
Huawei P Smart non è affatto male come smartphone, ma Honor 9 Lite offre sicuramente qualcosa in più costando meno.
PRO
Schermo 18:9
Design
Prezzo
CONTRO
Performance
Batteria
Fotocamera
7
Punteggio
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Nel 2017, gli schermi 18:9 rappresentavano una nuova moda, ma ora è chiaro quanto sia indispensabile utilizzarli anche sui dispositivi di fascia media come Honor 7X. Abbiamo nominato quest’ultimo proprio perché P Smart è praticamente una versione leggermente più piccole con specifiche inferiori.

Lo schermo da 5,65 pollici con una risoluzione di 2160 x 1080 pixel gli conferisce una buona densità di pixel di 428 ppi, il che si traduce in uno schermo nitido e brillante, grazie anche ai colori, contrasti e luminosità ben calibrati.

Lo schermo più lungo non lascia spazio ad un sensore di impronte digitali sul davanti, motivo per cui è stato spostato sul retro, un approccio utilizzato dalla maggior parte dei produttori partendo dal fatto che si tratta della soluzione più facile ed efficace da applicare.

A differenza dell’ancor più simile Honor 9 Lite, questo Huawei P Smart è un telefono a singola SIM, ma nel carrello troviamo anche uno slot per una scheda microSD a sostegno dei 32 GB di storage nativo. Sotto il cofano troviamo una RAM da 3 GB e un processore Kirin 659, utilizzato anche su Honor 7X, quindi le prestazioni saranno in gran parte le stesse.

Questo però significa che non P Smart non è esattamente un mostro di velocità: a volte capita di dover attendere anche quattro o cinque secondi prima di caricare l’app della fotocamera oppure si possono verificare dei ritardi passando da un’applicazione all’altra. Tuttavia, una volta che le applicazioni sono in esecuzione, le prestazioni sono generalmente soddisfacenti e non si noterà alcun ritardo o lentezza. Lo stesso vale per i giochi: P Smart esegue senza problemi titoli piuttosto pesanti, ovviamente senza dei frame rate elevati.

La configurazione a doppia fotocamera è molto simile a quella di Honor: si ha un sensore principale da 13 MP e uno secondario da 2 MP la cui unica funzione è quella di fornire informazioni di profondità. Ciò significa che è possibile scattare foto in modalità ritratto con sfondi sfocati creando un’apertura più ampia lato software.

Nella parte anteriore, invece, troviamo una singola fotocamera da 8 MP, al contrario di Honor 9 Lite che invece ne possiede due. Quindi niente selfie con effetto profondità ma almeno è presente la modalità Ritratto, anche se non abbiamo notato chissà quale differenza.

Le funzionalità video sono piuttosto limitate: la risoluzione massima è di 1080p a 30 fps senza stabilizzazione. È in grado di tracciare oggetti, ma è l’unica funzionalità extra che troverete. Stranamente, c’è una modalità Pro Video che consente di mettere a fuoco manualmente, scegliere il bilanciamento del bianco e modificare le impostazioni di esposizione.

Purtroppo non c’è alcuna modalità slow-motion, ma è possibile trovare funzioni come il Light Painting (ottimo per scattare fuochi d’artificio) e il time-lapse. L’HDR è, purtroppo, una modalità dedicata e non sarà abilitata automaticamente per le foto.

In ogni caso, le fotocamere non sono il massimo: i selfie sono perfettamente accettabili, così come alcuni scatti provenienti dalla fotocamera posteriore in buona luce. In tale occasione, il modulo posteriore offre immagini di bell’aspetto con dei bei colori. Tuttavia, facendo zoom su alcune foto rimarrete parecchio delusi dalla mancanza di nitidezza. Di notte, la fotocamera fa un buon lavoro per tenere a bada il rumore, ma purtroppo mancano parecchi dettagli agli oggetti messi a fuoco.

A livello software, è bello vedere Android Oreo a bordo con la nuova interfaccia grafica EMUI 8 di Huawei, anche se non è per i gusti di tutti in quanto è impostato su una homescreen in stile iOS. In ogni caso, basta andare a cercare nelle impostazioni e troverete l’opzione per abilitare il l’app drawer in modo da non dover tenere tutte le tue app su diverse schermate.

La nuova EMUI aggiunge anche alcune caratteristiche utili. È possibile attivare varie gesture come il doppio tocco per accendere o spegnere lo schermo o premere due volte il tasto volume giù per avviare l’app fotocamera. Inoltre, il software ottimizza l’utilizzo della memoria in vari modi per mantenere Android il più fluido possibile e offre molte opzioni di risparmio della batteria.

L’Assistente Google è a portata di mano dalla schermata iniziale e, in pieno stile Huawei, si otterrà uno sfondo diverso per la schermata di blocco ogni qualvolta risveglieremo il nostro dispositivo. Presente anche la modalità App Gemella, una funzionalità che abbiamo già visto sui telefoni Huawei e Honor, che permette di clonare le app social per utilizzare due account contemporaneamente.

La batteria da 3000 mAh è abbastanza standard per un dispositivo con uno schermo come quello di P Smart. Huawei non cita alcuna cifra di stima sull’autonomia, ma abbiamo appurato che il dispositivo dura tranquillamente una giornata intera uno misto tra normale e intenso.

Quindi, Huawei P Smart è uno smartphone da acquistare? Beh, con uno schermo 18 9 ben definito, P Smart è un buon dispositivo Android che piace praticamente a chiunque cerchi un dispositivo a basso costo. Tuttavia, il fatto che sia così simile a Honor 9 Lite lo rende difficile da consigliare, specialmente perché Honor possiede un paio di funzioni extra come un modulo Dual SIM e una seconda fotocamera frontale.

 

Due parole sull’autore del post…

Simone Scanu

Simone Scanu

Editor in chief

Fin da giovanissimo, appassionato di tecnologia e dell’ancora primordiale mondo di Internet, ho sviluppato una vera e propria passione per tutto ciò che riguardasse l’informatica.

Negli ultimi anni ho esplorato le logiche dell’alta tecnologia applicata alla Comunicazione, sviluppando un mio Sistema di gestione e strutturazione dei Media in ambito Business.

Gran parte del mio Metodo è stato strutturato grazie al Sistema di Marketing Strutturale di Rialzo Impresa, potendo così concepire un nuovo modo di eseguire il mio lavoro e l’efficacia verso gli Strumenti implementati nei Media dei miei Clienti.

Simone Scanu

Simone Scanu

Editor in chief

Fin da giovanissimo, appassionato di tecnologia e dell’ancora primordiale mondo di Internet, ho sviluppato una vera e propria passione per tutto ciò che riguardasse l’informatica.

Negli ultimi anni ho esplorato le logiche dell’alta tecnologia applicata alla Comunicazione, sviluppando un mio Sistema di gestione e strutturazione dei Media in ambito Business.

Gran parte del mio Metodo è stato strutturato grazie al Sistema di Marketing Strutturale di Rialzo Impresa, potendo così concepire un nuovo modo di eseguire il mio lavoro e l’efficacia verso gli Strumenti implementati nei Media dei miei Clienti.