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Huawei P20 Lite

recensione del medio gamma con la notch
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Simone Scanu, Editor in chief

9 maggio 2018

Non c’è che dire, Huawei ha fatto un lavoro impeccabile con la nuova serie P20. Il P20 Pro è uno dei telefoni più rivoluzionari che ho personalmente mai visto negli ultimi anni, e l’azienda non si è risparmiata nemmeno sul fratello più piccolo della nuova famiglia. Huawei P20 Lite è un dispositivo incredibile, nonostante sia ovviamente destinato al segmento di fascia media del mercato.

P20 Lite condivide molti aspetti dello stile di P20 e P20 Pro. Il modulo fotocamera disposto verticalmente sul retro è simile ai suoi fratelli più costosi, anche se, a livello di design, si nota quanto sia decisamente più “piatto” e privo delle curve morbide degli altri due. Sul retro troviamo poi uno scanner per impronte digitali, il che tende ad eliminare una cornice inferiore più pronunciata sul davanti.

Huawei P20 Lite
Huawei P20 Lite è la versione economica di uno smartphone che vale la pena acquistare.
7.7
Totale
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Pur essendo etichettato come una versione economica, il P20 Lite non si distingue quando si tratta di materiali utilizzati per la sua costruzione. Il telaio, ad esempio, è realizzato in metallo e la parte posteriore in vetro. Le varianti di colore hanno anch’esse finiture uniche. Nello specifico, la variante Klein Blue utilizza una nuova copertura glitter che gli conferisce una texture unica, mentre il modello Sakura Pink (quello ricevuto per la recensione) mostra una forma di polvere di perla brillante 3D a seconda della luce. La versione nera sembra invece piuttosto noiosa, quindi consiglierei di acquistare una della due colorazioni citate prima nel caso stesse pensando ad un acquisto. Inoltre, il vetro posteriore è a prova di graffi nonostante non sia presente alcun tipo di protezione.

I pulsanti si trovano tutti sul lato destro, mentre il vano microSD e SIM si trova sul lato sinistro. Nella parte inferiore, invece, troviamo una porta USB Type-C e un jack audio da 3,5 mm. P20 Lite possiede un display FullView 2.0 da 5,8 pollici con un formato 19:9 e una risoluzione di 2280 x 1080 pixel. E… sì, è anche presente la famosa e tanto temuta notch in cima, ma come il P20 Pro e il P20, è possibile rimuoverla tramite un’impostazione software che non fa altro che inserire due barre nere alle sue estremità. Il display è davvero fantastico e la rimozione della cornice inferiore aiuta nell’estetica della parte frontale.

Sotto il cofano troviamo un chipset Kirin 659 vecchio ormai di sei mesi, ma nonostante la sua età si è comportato bene durante l’utilizzo. Conosciamo bene le prestazioni e le limitazioni del chipset, specialmente quando si tratta di giochi graficamente intensi. P20 Lite possiede poi ben 64 GB di memoria interna espandibile tramite microSD, sacrificando uno degli slot SIM. Il chipset è abbastanza buono da poter garantire una navigazione senza problemi, e il rapporto 19:9 offre più spazio di visualizzazione delle pagine web oppure nella navigazione nei i nostri social.

 

Sono presenti due opzioni di sblocco biometrico: lo scanner di impronte digitali sul retro e lo sblocco facciale. Come in altri telefoni Huawei, lo scanner di impronte digitali funziona senza alcun tipo di problema, sbloccando rapidamente il telefono in ogni occasione. La funzione di riconoscimento facciale non è invece così veloce come quella già vista su P20 Pro, poiché in questo caso non è presente alcun potenziamento proveniente dall’IA ma ha funzionato sorprendentemente bene anche in condizioni non ottimali.

A livello software troviamo Android Oreo con interfaccia grafica EMUI 8.0, la stessa interfaccia Android presente sulle offerte di punta dell’azienda. La EMUI offre funzionalità aggiuntive come il Game Assistant, che consente agli utenti tre modalità di gioco tra cui scegliere (inclusa un’impostazione per una lunga durata della batteria).

Proprio come la maggior parte dei dispositivi Huawei di fascia media, anche il P20 Lite utilizza due fotocamere posteriori: un sensore principale da 16 megapixel e un sensore di profondità da 2 megapixel. Entrambe le fotocamere sono dotate di obiettivi con apertura f/2.2, ed entrambi mancano del marchio Leica, nonché molti tweaks software che hanno reso le foto di P20 Pro così incredibili, soprattutto per il fatto che questo dispositivo non possiede la stessa intelligenza artificiale dei suoi fratelli più costosi.

Proprio come Huawei Nova 2i, il processore Kirin 659 di questo P20 Lite non aspira molta potenza, il che significa una migliore longevità della batteria. Di solito, l’autonomia media si aggira intorno alla giornata intera con una singola carica e, nel caso fosse necessario ricaricarlo, la tecnologia di ricarica rapida di Huawei ci viene incontro, riuscendo ad arrivare al 50% in soli 30 minuti.

Huawei P20 Lite è la versione economica di uno smartphone che vale la pena acquistare. Huawei non sta sbagliando assolutamente niente con il lancio dei suoi nuovi prodotti, offrendo dispositivi con specifiche e prestazioni davvero solide a prezzi equi.

Tuttavia, la gamma media non è mai stata così affollata e competitiva come lo è ora. Nello stesso range, è possibile considerare OPPO F7, Vivo V9 o i nuovi ASUS ZenFone. Ma nonostante questo, Huawei ha un altissimo vantaggio competitivo rispetto a questi competitor, nonostante il prezzo di listino di questo P20 Lite che si aggira intorno ai 369€.

Ma attenzione, online il prezzo è già sceso di oltre di molto ed è possibile portarselo a casa per soli 280€ circa, a volte anche meno.

 

Due parole sull’autore del post…

Simone Scanu

Simone Scanu

Editor in chief

Fin da giovanissimo, appassionato di tecnologia e dell’ancora primordiale mondo di Internet, ho sviluppato una vera e propria passione per tutto ciò che riguardasse l’informatica.

Negli ultimi anni ho esplorato le logiche dell’alta tecnologia applicata alla Comunicazione, sviluppando un mio Sistema di gestione e strutturazione dei Media in ambito Business.

Gran parte del mio Metodo è stato strutturato grazie al Sistema di Marketing Strutturale di Rialzo Impresa, potendo così concepire un nuovo modo di eseguire il mio lavoro e l’efficacia verso gli Strumenti implementati nei Media dei miei Clienti.

Simone Scanu

Simone Scanu

Editor in chief

Fin da giovanissimo, appassionato di tecnologia e dell’ancora primordiale mondo di Internet, ho sviluppato una vera e propria passione per tutto ciò che riguardasse l’informatica.

Negli ultimi anni ho esplorato le logiche dell’alta tecnologia applicata alla Comunicazione, sviluppando un mio Sistema di gestione e strutturazione dei Media in ambito Business.

Gran parte del mio Metodo è stato strutturato grazie al Sistema di Marketing Strutturale di Rialzo Impresa, potendo così concepire un nuovo modo di eseguire il mio lavoro e l’efficacia verso gli Strumenti implementati nei Media dei miei Clienti.